Perchè “Padova, città delle stelle”?

L’UNESCO ha recentemente inaugurato il portale per il Patrimonio Astronomico, con lo scopo di aiutare a identificare, promuovere e preservare i siti e i reperti che testimoniano l’interesse verso il cielo e gli astri che l’uomo ha sempre mostrato in qualsiasi periodo storico e area geografica.

In passato il cielo era allo stesso tempo calendario, orologio e bussola. Inoltre, fascinoso e ricco di segni da interpretare, il cielo da sempre ha stimolato la fantasia umana, dando dimora a miti e dèi.

Cosa rimane oggi di questo approccio?
La difficoltà a osservare la volta stellata, dovuta alle prepotenti luci artificiali che dominano l’oscurità della notte, e la sensazione di intangibilità di un cielo sempre più grande per la nostra immaginazione, hanno determinato “l’allontanamento” dal cielo stesso, che invece guidava gli uomini qualche secolo fa.
È curioso scoprire come, una volta, molti aspetti della quotidianità fossero strettamente legati al cosmo. Basti pensare alle civiltà antiche (ma in realtà anche a qualche decennio fa) quando la maggior parte degli uomini erano contadini, e i tempi delle attività nei campi venivano dettate dal sorgere e dal calare del sole.

Riportare alla luce i particolari del legame tra uomo e cielo — tra la quotidianità e il cosmo — può essere interessante per riflettere sul nostro rapporto con esso, ma anche per scoprire un nuovo modo di divulgare l’astronomia.

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